Considerata l’importanza della collezione nel suo complesso per l’interpretazione del contesto archeologico della città, ma anche l’eccezionale valore dei singoli reperti conservati nel museo, è stata organizzata la mostra I prescelti dai siti archeologici del Rovignese. Si tratta di una mostra che presceglie un oggetto per ciascun sito, lo colloca in un più ampio ambito storico e culturale e lo posiziona nel luogo e nel tempo in cui è stato utilizzato. Ogni reperto presenta le persone e il loro stile di vita in un dato momento storico che è stato fermato ed è rimasto impresso in uno strato ricoperto dallo scorrere del tempo.
Il Rovignese è ricco di siti archeologici, dai castellieri preistorici, formatisi sulle numerose colline e sulle isole dalle quali si poteva controllare il territorio circostante, alle ville romane sorte in baie e insenature protette, dalle chiese medievali, sparse nei campi e lungo le strade fuori dall’odierna città, ai numerosi reperti presenti nei fondali marini, concentrati nelle valli e vicino alle isole a sud e a nord di Rovigno. Gli oggetti rinvenuti in questi siti ci raccontano la vita prima della nascita della città come la conosciamo oggi. Tutto ciò di cui non esiste traccia scritta, lo apprendiamo studiando esclusivamente un singolo oggetto o un gruppo di reperti simili. Questi ci parlano delle persone che li utilizzavano, del gruppo culturale o del popolo al quale appartenevano, dei loro gusti, della vita quotidiana, delle credenze e dei contatti che intrattenevano.
I reperti esposti coprono un arco temporale che va dalla preistoria – dall’età del bronzo o del ferro – all’era moderna. Oltre alla datazione, differiscono per materiale, metodo di fabbricazione e destinazione d’uso. Gli oggetti giunti nel Museo in seguito alle ricerche archeologiche forniscono informazioni sulla stratificazione dell’area nella quale sono stati rinvenuti, mentre quelli donati al Museo dopo una scoperta casuale testimoniano l’insediamento in una determinata area proprio quando non c’è la possibilità di svolgere le ricerche archeologiche.
Per la mostra sono stati selezionati dieci oggetti, di cui nove provenienti dal fondo del museo di Rovigno, mentre uno è stato prestato dal Museo Archeologico dell’Istria a Pola, con il quale è stato presentato il sito archeologico meglio studiato in quest’area – Monkodonja.
